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LA FAUNA


L'elevata biodiversità vegetazionale dei monti trebulani, il clima e la morfologia del territorio con montagne, dirupi, valloni umidi e torrenti, rendono particolarmente ricca la presenza faunistica nel nostro territorio. Grazie ad una attenta e scrupolosa osservazione delle molteplici specie di animali che popolano i nostri monti, notiamo che ciascuna di esse vive in un proprio habitat.
Infatti scorgiamo, ad esempio, che le rupi sono sorvegliate dai Falchi, dalle Poiane e dai Gheppi, che spesso si possono ammirare a caccia delle loro classiche prede quali la Lepre ed il Coniglio Selvatico. Una rupe ove è possibile osservare il loro maestoso volo è la "Pendm e' 'Ndonie" (Rupe di Antonio) tristemente famosa poiché circa 100 anni fa vi perse la vita precipitandovi, un ragazzo di nome Antonio, nel tentativo di prendere un nido di corvi. La stessa Lepre e il Coniglio Selvatico sono predate anche dalla Donnola, la Faina e la Volpe che non è raro scorgere dall'auto di notte, quando attraversano la strada.
Le passeggiate nei boschi sono allietate da spettacolari canti, proprio per la presenza di numerose specie di passeriformi, quali: Fringuelli, Cardellini, Verdoni, Merli, Pettirossi, Passero Solitario ed altri che sono tutti orchestralmente diretti dal Picchio Verde che, mentre prepara il suo nido a colpi di beccate sui tronchi, scandisce il tempo ai cantori. Altra curiosità del Picchio Verde è il suo richiamo che, nel periodo degli amori, è simile ad una "risata".
Diversi sono i piccoli roditori che popolano i nostri boschi: il Topo Quercino, il Moscardino, il Ghiro e lo Scoiattolo. I valloni umidi sono ricchi di anfibi quali la Rana Italica e la rara Salamandra Pezzata.
Invece, lungo le rive dei torrenti vive la Biscia Tassellata che si nutre principalmente di anfibi. Altri rettili, oltre la biscia, sono la Lucertola Campestre, la Lucertola Muraiola, il Biacco, la Vipera comune, il Saettone o Colubro d'Esculapio e il Cervone. Di notte i boschi trebulani sono un pullulare di vita; infatti, la maggior parte dei suoi abitanti sono svegli. Impressionante è il verso lamentoso dell'Assiolo; di contro, un rapace notturno simpatico è il Barbagianni per la sua faccia a forma di cuore. Sempre di notte si possono ammirare alcuni rapaci che entrano in azione quando smettono l'attività quelli diurni. I più caratteristici sono il Gufo reale, l'Allocco e il Gufo comune che attaccano le loro prede nel sonno approfittando della loro capacità di vedere bene di notte. Altro animale notturno che vive nei nostri boschi è il Tasso.
Scorgerlo è molto difficile, più semplice e trovare la sua tana che, per le sue due uscite, si distingue dalle altre. Una curiosità del Tasso è la sua mania della pulizia. Infatti la sua tana è sempre sgombera di sterco e di avanzi di cibo. Proprio di questa mania del Tasso ne approfitta la Volpe, che orinando vicino alla sua tana, lo costringe alla fuga lasciandogli libero accesso di impossessarsi, senza fatica, di un comodo giaciglio.
Ma il vero padrone dei boschi trebulani è il Cinghiale, animale onnivoro che si ciba di ghiande, radici, leguminose, tuberi, di piccoli insetti, di topi, di piccoli roditori e di alcuni rettili compresa la Vipera. I maschi adulti sono solitari e sono facilmente riconoscibili per i loro caratteristici canini inferiori che sporgono dalle labbra come due pugnali a sezione triangolare. Mentre le femmine formano branchi numerosi con i piccoli e i giovani non ancora sessualmente maturi. Elencare e descrivere le innumerevoli specie animali e vegetali che convivono sui Monti Trebulani risulta difficile, ma risiedere in questa realtà dà la possibilità di ammirare, di vivere e di contemplare le bellezze del Creato.

 

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