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CULTO DELLA B.V. DEL CARMELO


Il monte Carmelo è una catena montuosa della Palestina(in ebraico karmel significa "Frutteto, giardino") che domina il golfo di Haifa fino alla pianura di Esdrelon.
Per comprendere la devozione alla Madonna del Carmelo bisogna fare un salto indietro di tremila anni, quando il profeta Elia si ritirò in preghiera sul monte Carmelo per implorare Dio, affinché ponesse fine alla siccità che desolava allora Israele. Dopo incessanti preghiere apparve una nuvoletta, delle dimensioni di una mano d'uomo, la quale a poco a poco si dilatò nel cielo fino a coprire tutto l'orizzonte e precipitare a terra sottoforma di abbondante pioggia. In quella nube gli esegeti e i mistici cristiani hanno sempre visto una profetica immagine della Vergine Maria che, portando in sé il Verbo divino, dona al mondo la vita e la fecondità.
La tradizione dell'ordine carmelitano narra che gli eremiti, tra la seconda crociata(1147-49) e la terza crociata(1189-92), dedicarono un vero culto a Colei da cui sarebbe nato l'atteso Messia. Così, Le costruirono la prima cappella, nello stesso posto ove un giorno il profeta Elia l'aveva vista sotto il profetico simbolo della "piccola nube". Gli eremiti, che si ritiravano sul sacro monte per vivere all'ombra della Madonna, amavano chiamarsi perciò "fratelli del Carmelo" o "fratelli della Vergine". La diffusione dei Carmelitani in Europa si verificò soprattutto per opera dei reduci crociati. Il culto della Madonna del Carmelo dilagò in Europa assieme all'attività dei Carmelitani che predicarono ascesi e penitenza con particolare zelo apostolico. La venerazione della B.V. del Carmelo e lo Scapolare vanno di pari passo. Qual è la sua origine?
Nel medioevo, i frati indossavano una specie di grembiule che scendeva davanti e dietro le spalle e veniva infilato dalla testa; per tale ragione l'abito era chiamato scapolare. Serviva per i tempi di lavoro, così da proteggere l'abito e non insudiciarlo. L'abito aveva però un significato soprattutto simbolico, significava il "giogo dolce" di Cristo, così che abbandonare l'abito voleva dire sconfessare la disciplina monastica abbracciata, mancare di fedeltà agli impegni assunti. Nell'ordine carmelitano, però, lo scapolare assunse ben presto un significato mariano. Il generale dell'ordine carmelitano san Simone Stock pregava spesso la Madonna affinché proteggesse con qualche privilegio i frati del suo ordine. Accadde che, il 16 Luglio 1251, la Madonna gli apparve con una moltitudine di angeli e, tenendo in mano lo scapolare, gli disse:
"Prendi questo Scapolare. Chiunque muoia indossandolo non patirà il fuoco dell'inferno. Esso sarà simbolo di salvezza, protezione dai pericoli e promessa di pace".
Questa promessa fu ulteriormente rafforzata circa 80 anni dopo, quando la Vergine apparve a papa Giovanni XXII e, riferendosi a tutti quelli che avevano portato lo scapolare durante la loro vita, disse:
"Io, Madre di bontà, scenderò il primo sabato dopo la loro morte e quanti troverò nel purgatorio, libererò e porterò al monte santo della vita eterna". (privilegio sabatino).
Col passare dei secoli lo scapolare si è adattato al costume dei tempi fino a ridursi in un "abitino", formato da un piccolo pezzo della stessa stoffa dell'abito carmelitano recante l'effigie della Madonna e da indossare sul petto. Lo scapolare, o abitino, non è un talismano, un portafortuna che ci fa ben vivere e ben morire per il solo fatto di indossarlo. Chi indossa lo scapolare deve vivere un'autentica vita cristiana nello sforzo costante di imitare le virtù di Maria. Santa Teresa D'Avila scriveva: "sforziamoci di imitare almeno in qualche cosa la profonda umiltà della Vergine, di cui portiamo l'abito".

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