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DAL MASSICO AI MONTI TREBULANI TRA LE RIGHE DI SINUESSA
di Alessandra Isolda - 29/08/2019

E' un viaggio nel tempo e nello spazio quello offerto da "Sinuessa, l'eredità di Cesare", romanzo dell'archeologo Luigi Crimaco.
Esperto conoscitore di usi e costumi che interessarono la società romana e gli insediamenti nella Campania Felix, lo scrittore racconta le vicende del magistrato Lucio Papio Pollio, testimone delle idi di marzo del 44 a.C. La sua vita, trascorsa conservando un segreto scomodo legato al cesaricidio, è segnata da gravose perdite e incontri importanti. Attraverso gli occhi del protagonista si ripercorrono il tramonto della Repubblica e l'alba dell'Impero, partendo dai monti Trebulani fino alla Città Eterna. La dimora del facoltoso magistrato ai piedi del Massico, tra le vigne del Falerno, la nota epigrafe ritrovata presso la cattedrale di Carinola avvalorano le basi archeologiche su cui è costruito il romanzo; importanti studi svolti dall'autore rivelano infatti uno stretto legame con il sito archeologico di Trebula Balliensis, ubicato all'ombra del Monte Maggiore. Da tali ricerche emerge la provenienza del ceppo familiare di Lucio Papio Pollio, un cui avo partì lasciandosi alle spalle la grande porta megalitica per stabilirsi a Sinuessa.
Immediati sono gli spunti di riflessione forniti dal testo: si evince un'affinità tra i due centri nella manifattura di vasellame e ancor più nella produzione di vini. Coltivato e esportato dall'ager trebulanum, l'omonimo vino oggi riconosciuto come Casavecchia, riscosse fortuna e approvazione presso le tavole dei nobili convivi così come il Falerno. Dal Massico al Monte Maggiore, lungo la Regina Viarum, riprendono vita i fasti e gli intrighi della romanità tra le righe di "Sinuessa", in un iter storico e archeologico travolgente ed emozionale.

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